Film: “La classe operaia va in paradiso” di E. Petri

Il dramma dell’essere un pezzo del mondo civilizzato, anche se una civiltà vera e propria come la si crede di conoscere non viene fuori dalla visione di questo film. Il protagonista si abbandona come non si è abbandonato Ulisse alle sirene, anche se gli mancava poco ad Ulisse per farsi ‘rapire’. Lui invece perde il suo personalissimo lume e sarà l’essere parte di quella classe sociale che lo porterà prima all’epifania sulla sua personalissima vita. E poi ritroverà se stesso nell’unica conseguenza del fare l’operaio: impazzire alla macchina di lavoro. Un giudizio? Ebbene si, non c’è giudizio. Perché si tratta di un vero e proprio capolavoro. Un evergreen dove poter trovare un pezzo di se stessi.

Giudizio: positivo

Miglioramenti/Correzioni: un altro pezzo da novanta di regista per un sequel quarant’anni dopo?

La pagina Wikipedia del Film

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